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SABATO 5 SETTEMBRE – STORIE DI LIBELLULE E DI SENTINELLE

SABATO 5 SETTEMBRE – STORIE DI LIBELLULE E DI SENTINELLE



Sabato 5 settembre 2015




Ritrovo ore 16:30 all’ingresso del Forte Militare




Visita guidata alla Riserva:



Accompagnati da una naturalista, percorreremo l’agevole sentiero intervallato da passerelle dentro la torbiera del Paluaccio.



Un ambiente peculiare e suggestivo dalla grande biodiversità che fa parte delle Rete Europea Natura 2.000, nata per tutelare le più importanti aree di interesse naturalistico del nostro Continente. Rane, libellule, insetti pattinatori e piante carnivore saranno con noi lungo il tragitto. Si parlerà anche della storia del Paluaccio, della sua formazione in seguito all’ultima glaciazione e del suo sfruttamento nel secolo scorso. Un’occasione da non perdere.


 



Visita al Forte di Oga (Sintesi storica):



 



Il Forte di Oga, intitolato al capitano valtellinese Venini, fu costruito a difesa dei principali valichi





alpini dell’Alta Valtellina tra il 1908 e il 1912, quando in Europa era nell’aria un imminente conflitto con il





confinante impero asburgico.



 



La struttura fu costruita seguendo alla lettera i migliori studi d’architettura militare di inizio secolo a





cominciare da quelli del generale francese Brialmont. Furono impiegati grossi blocchi di pietra ricoperti da





uno spessissimo strato di cemento, ed enormi quantità di ghiaia e sabbia estratte dalla vicina val Cadolena.



 



Proprio per portare in quota tutto questo materiale venne costruita l’attuale strada che conduce ad Oga, in





sostituzione della precedente mulattiera dai tratti ripidissimi.





Alla solidità delle mura e alla sua posizione strategica, in vetta al Dossaccio, il Forte aggiungeva





mille espedienti che lo rendevano inespugnabile. Disponeva per altro di cisterne per l’acqua che, in caso





d’assedio, potevano garantire l’autonomia dei suoi abitanti per oltre un mese.



 



Durante la Prima guerra mondiale il Forte fu ampiamente sfruttato. I suoi cannoni, che avevano una





gittata massima di quasi 13 km, raggiunsero più volte e con precisione Trafoi e Gomagoi, la vetta dello





Scorluzzo e l’area del passo dello Stelvio.



 



Finita la guerra, il Forte fu affidato alla Guardia di Finanza e nel 1935 ampliato con la costruzione





della “Casermetta”, l’edificio ricavato da una baita in pietra che si trovava poco prima dell’ingresso.



 



Alla fine degli anni trenta fu stanziata qui una compagnia di artiglieri, pronta a rimettere in funzione





i cannoni in caso di una nuova guerra. Nel secondo conflitto mondiale tuttavia il Forte non svolse alcuna





azione difensiva. I cannoni continuarono ad essere oliati e curati sino al 1958, anno in cui vennero venduti a





peso come ferraglia. Iniziò allora il degrado della struttura accelerato dai continui saccheggi.



 



Le condizioni attuali del Forte sono il risultato di un programma di recupero e di valorizzazione che





ha riguardato anche la riserva naturale della torbiera che si sviluppa nell’area limitrofa.



 




QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 10,00 – BAMBINI FINO A 13 ANNI gratuito





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