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Ossario a Cepina

Ossario a Cepina

E’ noto che a Cepina vi è l’opera in ferro battuto più importante, dal punto di vista artistico, dell’intera Valtellina: si tratta delle elegantissime cancellate settecentesche dell’ossario prospicente la Parrocchiale. Tradizionalmente vengono tramandati i nomi di due artefici che avrebbero realizzato l’opera: Carlo Colturi di Cepina e Giacomo De Gasperi, recenti ricerche archivistiche del parroco fanno però pensare che la paternità del capolavoro sia da attribuire ad un Giuseppe Pini di Grosio e che Colturi e De Gasperi siano stati degli aiutanti (questo sulla base del registro dei pagamenti, che assegna al Pini un compenso molto maggiore). Le cancellate, a fitti ricami in ferro, occupano lo spazio tra le arcate a tutto sesto affacciate all’interno che poggiano su quattro colonnine in pietra del Vallecetta scolpite (nel 1718) dal mastro Giacomo Schena e Filippo Bracchi. Altri pregevoli lavori che abbelliscono l’ossario sono gli affreschi che adornano la facciata e le pareti e volte interne, i primi eseguiti dal Ligari, probabilmente nel periodo intorno al 1733 anno in cui firmò il contratto per tale lavoro, i secondi da Alessandro Valdani (1739) di Chiasso e Gio. Tommaso Billi (1743), all’interno trovano posto un tabernacolo cinquecentesco in marmo ed un’acquasantiera. Altro motivo di interesse sono i doccioni che sporgono dalla gronda (posteriori all’epoca delle cancellate) che riprendono i motivi tradizionali di draghi ed animali fantastici.