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Mulino Salacrist

Mulino Salacrist

L’antichissima via dei Mulini, già  ricordata in documenti del 1304, conserva, ormai in stato c abbandono e quasi nascosto dalle grandi e moderne costruzioni sorte intorno, l’ultimo degli opifici che erano disposti lungo la roggia (‘AQUADUCILEM MOLENDINORUM’? come era detta nel citato documento) e che affiancavano la via stessa: il ‘Mulìn di Cugulùz’? oggi comunemente conosciuto come Mulino Salacrist dal nome degli ultimi proprietari. La vecchia roggia era sicuramente già  presente nel 1196 in quanto citata in un documento relativo alla chiesa di S. Vitale, il Mulino Salacrist probabilmente era invece in origine una ‘Rasiga’?, una segheria, come risulta dalle successive carte del 1304, in effetti tale utilizzo si mantenne, annesso alle macine, fino all’avvento dell’energia elettrica. Attualmente l’edificio si presenta ancora in discrete condizioni, la vecchia ruota è in cattivo stato ma miglior sorte hanno avuto gli elementi interni, le macine con le tramoggie, gli ingranaggi di trasmissione ecc , tali condizioni e la posizione vicinissima al centro di Bormio farebbero auspicare un suo recupero, come già  In passato suggerito dall’Associazione Amici di Bormio, quale sezione staccata del Museo Civico ad integrazione delle raccolte etnografiche.

Altitudine: 1225 s.l.m.

Epoca di costruzione: Medioevo
Epoca ultimo intervento: Dopo 1960
Grado di accesibilita: Molto facile
Stato di conservazione: Discreto
Valore tipologico: Elevato