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L’omen del Bosk

L’omen del Bosk

Tradizione antichissima del periodo di carnevale: festa legata a riti propiziatori con drammatizzazioni varie tra cui anche quella del processo, della condanna e della morte di personaggi fantastici , maschere, che identificano i malanni, le pecche e i malcostumi dell’anno trascorso. Il” processo all’omen del Bosk” era una delle armi che il popolo aveva per reclamare contro le istituzioni, le ingiustizie e la prepotenza di alcuni signorotti di paese. Vuole essere la parodia di un vero processo durante il quale si addossano all’imputato tutti i mali e i peccati della società. L’uomo del bosco che vive isolato , è saggio ma timido e ingenuo, e diventa capro espiatorio dei misteri della natura ed accusato per carestie, epidemie, calamità: è il mito dell’”uomo selvatico” presente in gran parte d’Europa già in epoca precristiana.Come figura mitica rappresenta la purezza in opposizione ai mali della società e al peccato. TRADIZIONE: Era consuetudine a canrnevale drammatizzare la caccia, la fuga, il processo e la condanna del povero malcapitato. Una volta bruciata la sua capanna, l’uomo del bosco, era costretto a fuggire con la sua famiglia, ma dopo essere stato catturato, veniva condotto davanti ad un solenne tribunale il quale lo condannava ad essere separato dalla moglie ed a vivere come un eremita sulle montagne senza poter tornare in paese a “metter su casa”.