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Il Forte Venini, la torbiera del Paluaccio e altre cose attorno ad Oga

Il Forte Venini, la torbiera del Paluaccio e altre cose attorno ad Oga

Sulla tondeggiante e oggi boscosa cima del Dossaccio si trova la massiccia costruzione del Forte Venini o Forte di Oga, costruito pochi anni prima della Grande Guerra a guardia della conca di Bormio e dello sbocco della Valle del Braulio. La conca compresa fra il Dossaccio, ad Est, e la pendice del Monte Masucco racchiude invece un’importante oasi naturale costituita dalla palude del Pian della Torba o Paluaccio di Oga.

La visita alle due località  non richiede fatica poichè sono distanti poche centinaia di metri l’una dall’altra. Tuttavia, anche l’accesso ad Oga lungo la panoramica carrozzabile che sale da Santa Lucia e la consigliabile discesa verso la Valdidentro offrono interessanti spunti turistici ed etnografici.

La gita inizia staccandosi dalla SS 38 dello Stelvio alle porte di Bormio, in località  Santa Lucia. Si prende a sinistra (per chi viene dalla Bassa Valtellina) e si imbocca la strada provinciale nr 28 per Oga. La carrozzabile prende quota con qualche tornante fra le case di Santa Lucia e poi inizia a salire più dolcemente compiendo un lungo diagonale fra i prati. Man mano si procede la vista sulla conca di Bormio si fa più ampia e interessante mentre sullo sfondo si apre la Valfurva, coronata dalle sue grandi cime. Dopo un lungo tratto si giunge ad un deciso tornante dove il percorso si ramifica: a destra si prosegue per la Valdidentro; a sinistra si dirige verso Oga. Imboccando quest’ultima direzione cambiamo decisamente rotta puntando verso Sud. Poco dopo, in bella mostra fra i prati, ecco sorgere l’edificio della chiesa della Madonna di Oga, o Santuario della Beata Vergine di Caravaggio, situata in una posizione veramente panoramica: una breve sosta per andarla a visitare è d’obbligo.

Ripresa la carrozzabile, in pochi minuti siamo alle porte di Oga; tralasciando la strada che entra direttamente in paese prendiamo a destra seguendo i cartelli per il Forte di Oga. La strada corre a monte del borgo che, per quanto piccolo, merita una visita. Fra case in stile engadinese perfettamente tenute e alberghetti che promettono tranquille vacanze si trovano ancora le vecchie case del paese, alcune delle quali abbastanza interessanti. Belle sono pure le fontane granitiche che s’incontrano nel paese. Curiosa l’architettura della chiesa parrocchiale di San Lorenzo che denota la sua “giovane” età.

Non molto oltre il paese la strada per il Forte di Oga interamente asfaltata e per questo agibile anche in inverno, si mantiene larga e comoda. Con un ampio tornante nel bosco cambiamo nuovamente direzione di marcia volgendo di nuovo verso Nord. Dopo un lungo tratto in leggera salita si giunge, infine, all’ampio parcheggio auto antistante l’Albergo al Forte, la partenza di un impianto sciistico a fune e la strada che conduce al manufatto militare. Imboccata la stradina che si diparte dal parcheggio, varchiamo a piedi un ponte gettato su un piccolo corso d’acqua emissario della torbiera del Paluaccio, e prendiamo a salire lungo una sterrata che, con un paio di tornanti, termina nel piazzale antistante l’ingresso del Forte Venini. Poco prima potremmo anche imboccare, a sinistra, il “sentiero della sentinella” che consente di compiere il periplo della struttura le cui potenti mura di cemento sono circondate da una selva di acuminati paletti di ferro e reticolati che ancora emergono dal bosco.