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Affreschi nella chiesa di S.Bartolomeo De Castelaz

Affreschi nella chiesa di S.Bartolomeo De Castelaz

Tra i cicli di affreschi presenti in Alta Valle quelli di S. Bartolomeo di Castelaz sono tra i più importanti e comprendono opere che abbracciano un arco di tempo) che va dal XIV al XVI secolo. Gli affreschi più antichi si trovano lungo la parete della navata e sul muro di fondo mentre le opere cinquecentesche sono localizzate nel presbiterio che costituisce un’aggiunta posteriore. Le opere più antiche della navata riportano la data 1393, scritta in cifre romane, epoca che corrisponde al periodo più florido del secolo per l’antico contado (nel 1378 vi è l’esonero dalle gabelle) e al maggiore slancio della vita economica segue una rivitalizzazione delle attività  artistiche e culturali. I dipinti raffigurano una Madonna del latte che per le analogie di esecuzione sembra essere della stessa mano dell’autore dell’affresco di Bormio la casa Pinardi Lamprecht, fino agli anni ’60 era in parte nascosta da una loggia di legno addossata alle pareti, l ‘ancoraggio della stessa loggia al muro ha danneggiato sul lato sinistro una Crocifissione, nella scena figurano S. Bartolomeo, una devota inginocchiata, il Crocifisso, S.Giovanni Apostolo e S. Antonio Abate. La successiva scena del martirio di S. Bartolomeo è mancante della parte destra a causa dell’inserimento di una cappella nel 1728; l’ultimo affresco della parete è quello che riparta la data e una scritta con i nani dei due santi raffigurati: S. Michele Arcangelo e S. Giovanni Battista. Sulla parete destra, presso l’angolo, in un altro affresco frammentario vi figurano due santi, probabilmente S. Martino e S. Lorenzo. Il ciclo di affreschi del ‘400 è attribuito a Giovannino da Sondalo, rimandiamo al materiale allegato per informazioni più dettagliate dando qui solo l’elenco dei soggetti. Situati sulla parete destra della navata e sulla contro facciata raffigurano la Deposizione, la Sepoltura, la Resurrezione, sono poi la Natività , l ‘Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio e la Fuga in Egitto in corrispondenza dell’ampliamento cinquecentesco è stato recentemente riportato alla luce un frammento raffigurante un personaggio in veste rossa con un elaborato cappello alato, dietro si intravedono figure di armati. Anche per il ciclo cinquecentesco di Cipriano Valorsa diamo una breve descrizione rimandando agli allegati per notizie più precise: i dipinti sono sulle pareti laterali del presbiterio, sulla volta e nell’abside piana, raffigurano rispettivamente Santi, Apostoli e Dottori della Chiesa, il Cristo, Santi, angeli e simboli sacri e, nell’abside la Crocifissione. Le opere, già  interessate da precedenti lavori (1970), sono ora oggetto di ulteriori restauri.

Altitudine: 1214 s.l.m.

Epoca di costruzione: Rinascenza
Epoca ultimo intervento: Dopo 1960
Grado di accesibilita: Facile
Stato di conservazione: Buono
Valore tipologico: Monumentale